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IL PROGETTO

“Ogni incontro ci trasforma. Quello che siamo è il frutto di relazioni e di confronti. I rapporti con gli altri migliorano la vita, l’arricchiscono e creano strade su cui cammina e progredisce l’umanità”.

L’obiettivo è sperimentare in provincia di Sondrio un modello che possa essere replicato anche in altri territori e in altri paesi di provenienza degli immigrati.

Per iniziare, è stata individuata una realtà, quella di Bambilor, proporzionata sia alla Cisl di Sondrio che alla città. A poca distanza sorge un complesso scolastico di livello Universitario (quindi post-diploma) di agricoltura e allevamento chiamata “CIPA” il cui
preside ha assicurato la disponibilità a condividere alcuni spazi. Il primo obiettivo a brevissimo termine è ristrutturare e allestire tecnologicamente una prima aula così da renderla utilizzabile per la formazione sia in presenza che da remoto. Si partirà con
l’insegnamento della lingua italiana (livello A1 e A2 con certificazione finale) rivolto sia ai famigliari interessati ai ricongiungimenti che agli studenti maggiorenni interessati a venire in Italia. Oltre a ciò, grazie alla collaborazione con l’associazione MPEC verranno
spiegati i rudimenti di educazione civica e fornite le informazioni necessarie per una migrazione consapevole anche con cittadini italiani di origine senegalese. Nel solco di questa prima fase si potranno poi sviluppare possibili evoluzioni che prevedono il
coinvolgimento di enti di formazione e associazioni imprenditoriali per la realizzazione di corsi professionalizzanti con una certificazione delle competenze spendibile in Italia.

Il coinvolgimento del territorio potrà portare ad ulteriori sviluppi legati ad altri ambiti, come quello sanitario, tema cardine molto sentito da tutti gli interlocutori e che grazie a questa “collaborazione” porterà già i primi frutti concreti: due ambulanze, non piu’ in
uso, che l’Ospedale di Sondrio donerà ad Anolf per destinarle ai due ospedali locali di Bambilor e Foundiougne.

La partecipazione attiva di associazioni, enti di formazione e istituzioni della provincia di Sondrio è e sarà fondamentale per facilitare il percorso di integrazione degli stranieri, così come quello della politica in grado di esprimersi su tematiche sociali trasversali come ad esempio quelle legate all’abitazione. Infine invitiamo il mondo imprenditoriale, da tempo alle prese con un’ormai cronica mancanza di lavoratori, a sostenere attivamente il progetto garantendo l’indispensabile contributo.

IL RACCONTO DELLA SPEDIZIONE UN’OPPORTUNITA’ PER DUE COMUNITA’

Un viaggio lungo 10.000 km, 12 ore di aereo e 30 in auto per presentare il “Progetto Senegal” a più realtà possibili tra organizzazioni sindacali, istituzioni, scuole, ospedali, associazioni e persino il noto cantante ed ex ministro della Cultura senegalese Youssou N’Dour.

“C’è chi vuole partire e chi invece vuole restare nel proprio Paese – commenta Cheikh Mbacke Lo, Presidente ANOLF Sondrio – Occorre una politica di governance del fenomeno migratorio che metta al centro la formazione. Durante il nostro viaggio ci siamo
messi in ascolto dei vissuti, dei bisogni e dei suggerimenti di chi abbiamo conosciuto; siamo tornati con tanti contatti e una certezza: i problemi, se condivisi, possono trasformarsi in opportunità”.

Il Senegal è punto di approdo per migliaia di migranti provenienti dagli altri Paesi limitrofi. La migrazione incontrollata e illegale è un dramma in primis per le famiglie africane che vedono morire la loro “meglio gioventù” in mare, nel deserto o nei centri per l’immigrazione.

“In Senegal – commenta Davide Fumagalli, segretario generale Cisl Sondrio – abbiamo riscontrato una forte volontà a tutti i livelli della società di essere coinvolti nella costruzione di un Paese migliore, anche attraverso una più estesa e qualificata formazione, per rendere la popolazione, giovani in primis, protagonisti del futuro nel loro Paese e persone consapevoli in caso di migrazione all’estero. Guardando all’Italia, l’inverno demografico in atto, la “fuga di cervelli”, la sempre più diffusa mancanza di forza lavoro e la prevedibile insostenibilità a medio termine del nostro welfare, richiedono soluzioni urgenti, realistiche e praticabili in un lasso temporale utile a fermare una spirale altrimenti impossibile da dominare contando solo sulle nostre forze. La consapevolezza e la voglia di svoltare l’abbiamo toccata con mano da subito a Bambilor, cittadina di 50.000 abitanti ad un’ora da Dakar, nell’ incontro avuto con tutto il Consiglio comunale presieduto dai due vice sindaco e con i giovani dell’associazione MPEC – “Movimento per l’emergenza della comunità di Bambilor”. Nel loro manifesto politico si esprime l’urgenza di azioni volte a scoraggiare la migrazione clandestina, favorendo al contrario opportunità di lavoro e riscatto sociale attraverso la formazione professionale e
l’auto-imprenditoria, informando al contempo sulle concrete e nefaste conseguenze dei viaggi della speranza verso l’Europa. Tematiche, queste, che dovrebbero partire già sui banchi di scuola. Qui però ci siamo scontrati con un altro problema: la difficoltà
oggettiva di garantire a tutti l’accesso allo studio a causa dell’esplosione demografica senegalese (i giovani di età inferiore ai 25 anni rappresentano quasi il 75% di tutta la popolazione) che costringe a suddividere i 1.200 alunni della città in due turni giornalieri
nelle sole 10 aule ad oggi disponibili. Senza parlare della mancanza di strumenti idonei per tenere le lezioni. Concetti ripresi anche dalla presidente dell’associazione PAAF con sede a Dakar che accoglie più di 21.000 donne in 46 dipartimenti (Senegal ma anche
Gambia, Mali, Mauritania, Guinea) molte delle quali, madri di giovani partiti per l’Europa che, tra gli obiettivi, ha l’emancipazione economica delle donne delle periferie e delle aree rurali”.

I sindacalisti valtellinesi, con il Presidente del Anolf Lombardia Luis Lageder, sono stati ricevuti inoltre dai loro corrispettivi presso le sedi di Dakar “CUT FC” e “FGTS B” dove hanno ricevuto apprezzamento e assicurazione per un appoggio rispetto alle tematiche
legate alla protezione sociale ed occupazionale dei lavoratori, alla formazione linguistica, sindacale, professionale dei migranti con particolare attenzione a fornire informazioni sia a coloro che vogliono partire sia a chi vorrebbe ritornare in Senegal, promuovendo
anche scambi di stagisti in ambito socio-sanitario. Infine la visita all’Ambasciata italiana a Dakar con la funzionaria che si occupa del tema migratorio si è rivelata un momento di prezioso approfondimento dei progetti sviluppati in passato con al centro la formazione e le possibilità per un ingresso regolare nel nostro Paese previste oltre che dal Decreto Flussi anche da percorsi formativi da svilupparsi in loco.

“Lo straordinario e per certi aspetti inaspettato interesse intorno alla nostra visita e soprattutto al nostro progetto – conclude Sergio Marcelli, segretario Generale FNP Sondrio – è testimoniato anche dalla copertura mediatica che le due Reti televisive locali
ci hanno dedicato durante la visita a Bambilor e dalla TV “Touba Vision”, uno dei canali più seguiti dai Senegalesi presenti in Italia. L’invito a casa del cantante, ex ministro e consigliere del Presidente del Senegal, Youssou N’Dour è stata la ciliegina sulla torta del
nostro viaggio: nel condividerne le nostre finalità, ha dato la propria disponibilità a promuovere il nostro progetto attraverso una trasmissione sul proprio canale TV, contando sulla sua fama mondiale”.

LA NUOVA SCUOLA DI ITALIANO

L’INIZIO DEL PROGETTO SENEGAL