Occupazione femminile ancora al 19,6% e divario retributivo del 13,44%. La contrattazione collettiva resta fondamentale per ridurre le disuguaglianze.
La FIM-CISL Nazionale, in collaborazione con Daisy Network, presenta il nuovo Report sui bilanci relativi alla situazione di genere nel settore metalmeccanico per il biennio 2024-2025.
L’indagine ha coinvolto 1.104 aziende e 387.621 lavoratori, offrendo un quadro aggiornato delle condizioni occupazionali, retributive e professionali delle donne nel settore.
I dati evidenziano alcune criticità significative:
- 19,6%: la presenza femminile sul totale degli occupati nelle aziende analizzate.
- 13,44%: il divario medio nella retribuzione annua lorda tra uomini e donne.
- 19,24%: il divario nelle componenti accessorie della retribuzione, tra cui premi, straordinari e benefit.
- 12,14%: la presenza femminile nella categoria operaia.
- 19,92 ore: la media delle ore di formazione per le lavoratrici, rispetto alle 24,63 degli uomini.
Il Report evidenzia inoltre che nelle aziende con contrattazione di secondo livello il divario retributivo medio si riduce al 9,77%, confermando il ruolo importante della contrattazione aziendale nel contrasto alle disuguaglianze.
Più contrattazione, più opportunità, più parità.
Per la FIM-CISL è necessario rafforzare gli strumenti di conciliazione tra vita e lavoro, il welfare aziendale, la formazione professionale, le opportunità di carriera e la partecipazione delle lavoratrici.
Il nuovo CCNL Federmeccanica-Assistal introduce e rafforza inoltre misure dedicate alle pari opportunità, alla genitorialità e alla prevenzione delle discriminazioni e delle violenze di genere.
La parità di genere non è soltanto un principio: è un obiettivo concreto da perseguire nei luoghi di lavoro attraverso la contrattazione e la partecipazione.
Consulta il Report FIM-CISL completo per approfondire tutti i dati dell’indagine.









