Il Coordinamento Donne Politiche di Genere e la Segreteria Fim-Cisl Lombardia promuovono e condividono alcune importanti opportunità di welfare rivolte alle donne, con l’obiettivo di sostenere concretamente chi affronta il difficile equilibrio tra lavoro e responsabilità di cura.
Tra le misure più rilevanti c’è “Lombardia per le donne – Voucher servizi di cura”, un contributo pensato per sostenere le donne residenti o domiciliate in Lombardia che stanno entrando o rientrando nel mercato del lavoro, oppure che, pur essendo già occupate, si trovano a gestire nuovi carichi familiari legati a maternità, adozione, affido o assistenza a familiari non autosufficienti.
La misura può riguardare, ad esempio, donne occupate da non più di 180 giorni, donne che hanno trasformato il contratto da part-time a tempo pieno, oppure lavoratrici che hanno avuto un figlio negli ultimi dodici mesi. È inoltre necessario avere carichi di assistenza verso figli minori o familiari conviventi con disabilità riconosciuta, oltre a un ISEE in corso di validità non superiore a 50.000 euro. Il contributo è a fondo perduto e serve a rimborsare spese per baby-sitting, supporto domiciliare e altri servizi di cura.
Un altro promemoria importante riguarda l’Assegno Unico 2026: per continuare a ricevere l’importo corretto è necessario presentare l’ISEE aggiornato entro il 28 febbraio 2026. In assenza di DSU aggiornata, dal 1° marzo 2026 l’INPS erogherà l’importo minimo per figlio. Chi aggiorna l’ISEE entro fine febbraio riceverà invece l’importo corretto da marzo, con conguaglio degli arretrati di gennaio e febbraio.
Da segnalare anche l’esenzione ticket sanitario regionale per le donne residenti in Lombardia inserite in un percorso di presa in carico presso i Centri Antiviolenza. L’esenzione, valida per tre anni, copre numerose prestazioni specialistiche, colloqui psicologici, esami e farmaci, secondo quanto previsto dalla misura regionale.
Per ricevere assistenza e capire come orientarsi tra requisiti, documentazione e modalità di accesso, è possibile rivolgersi al delegato Fim-Cisl della propria azienda o alla sede Cisl più vicina.
