PPI di Morbegno: CGIL, CISL e UIL contro la chiusura notturna

Dall’incontro con ASST Valtellina e Alto Lario nessuna risposta convincente. I sindacati chiedono il mantenimento del servizio anche nelle ore notturne.

CGIL, CISL e UIL Sondrio, insieme alle categorie dei pensionati e del pubblico impiego, confermano la propria netta contrarietà alla prevista chiusura notturna del Punto di Primo Intervento (PPI) di Morbegno, programmata a partire da dicembre nella fascia oraria dalle 20 alle 8.

L’incontro del 2 novembre con ASST Valtellina e Alto Lario non ha fornito chiarimenti sufficienti sulle ragioni della decisione e sulle possibili conseguenze per l’assistenza sanitaria sul territorio.

Per le organizzazioni sindacali, la carenza di personale non può giustificare una riduzione dei servizi sanitari, soprattutto in un territorio montano dove distanze e collegamenti rendono indispensabile la presenza di presidi di prossimità.

Restano inoltre forti preoccupazioni per il possibile aumento degli accessi al Pronto Soccorso dell’ospedale di Sondrio, già sottoposto a una significativa pressione.

CGIL, CISL e UIL chiedono a Regione Lombardia e ad ASST di non avviare la sperimentazione, mantenere operativo il PPI anche nelle ore notturne, rafforzare gli organici e garantire un confronto costante con le rappresentanze sindacali e territoriali.

Le organizzazioni sindacali chiedono inoltre piena trasparenza sui dati relativi agli accessi, sui fabbisogni di personale e sulle conseguenze della prevista chiusura.

«La carenza di personale è un problema da risolvere, non un alibi per chiudere».

La tutela della salute dei cittadini e il mantenimento dei servizi sanitari territoriali devono rimanere una priorità.

In allegato il comunicato stampa unitario di CGIL, CISL e UIL Sondrio del 2 novembre 2026.